Intervista a Giacomo Broggi

Intervista a Giacomo Broggi

Ciao Giacomo, prima di parlare della tua carriera lavorativa ti va di parlarci di te e delle tue passioni?

La classica domanda da 1 milione di dollari! Devo dire che da sempre lo sport è al centro della mia vita quotidiana. Insieme alla musica, e più in generale all’arte e alla cultura. Devo anche ammettere che il tempo per portare avanti queste passioni è sempre meno, ma ci provo ugualmente.

Un’altra caratteristica, legata al mio carattere, è il fatto di essere un “animale sociale”, forse in un modo ancora più largo della definizione data da Aristotele oltre duemila anni fa.

E, a proposito di Aristotele, la filosofia è una disciplina che mi ha sempre affascinato, forse perché si avvicina alle grandi questioni che l’uomo si trova ad affrontare fin dalla sua comparsa sulla Terra. Questioni, evidentemente, ancora in attesa di una risposta.

 

Il fatto che la filosofia ti incuriosisca ci fa credere che tu possa avere qualcuno, qualche grande maestro da cui hai preso ispirazione. C’è qualcuno in particolare che consideri come il tuo “esempio di vita”?

Non mi è mai piaciuta l’idea di un “idolo” a cui ispirarmi, pur rispettando le tantissime persone che la pensano diversamente. Credo che ognuno di noi abbia dei principi e nel mio caso un ringraziamento particolare va alla mia famiglia. Per rispondere alla domanda, sicuramente ci sono dei personaggi letterari che hanno profondamente influenzato il mio carattere e il mio approccio alla vita: uno di questi è Edmond Dantès, protagonista de “Il Conte di Montecristo”, romanzo del grande scrittore francese Alexandre Dumas (da non confondere con il figlio che ha lo stesso nome ed è stato pure scrittore, ndr). Sul fronte filosofico non ho dubbi: Platone e Nietzsche.

 

Passiamo alla tua carriera. Col cambiamento del panorama lavorativo ti sei trovato ad affrontare momenti difficili nella tua carriera? Ti va di parlarcene e raccontarci cosa ti ha aiutato ad andare avanti?

Il mondo del lavoro è completamente cambiato rispetto a soli dieci o venti anni fa. Oggi bisogna ragionare in modo “liquido”, essere pronti all’imprevisto e disporre di una spiccata elasticità mentale.

Problem solving: è questa la ricetta da seguire per riuscire nel lavoro, oltre a conoscenza, professionalità e amore per quello che si fa. Proprio quest’ultimo punto risulta fondamentale: se non ti piace quello che fai penso sia impossibile realizzarsi ed essere felici. Rispetto ai momenti di difficoltà, non vorrei parlare di un caso particolare: ci sono tante complicazioni che si affacciano quotidianamente, occorre affrontarle con il giusto spirito e una logica di squadra. Il periodo di ricerca di un lavoro, appena terminata l’Università, è stato il più complesso, ma non è nulla di insormontabile, basta crederci!

 

Giusto, tutta questione di spirito! Sempre per quanto riguarda il lavoro, hai un esempio di giornata tipo da descriverci oppure è qualcosa di piuttosto imprevedibile?

Nel mio lavoro non esiste una giornata tipo: ci sono momenti più “leggeri” e altri più difficili. Nel giornalismo quotidiano non è mai possibile prevedere la mole di lavoro e ogni giorno è una partita a sé. Certo, attraverso una buona organizzazione i flussi diventano più semplici da gestire e una redazione è attrezzata per superare questa tipologia di problematiche. Per quanto riguarda il mio operato, ci sono giorni in cui si vive solamente in redazione e altri in cui si è in giro per eventi, talvolta anche al di fuori dell’Italia. Un aspetto che spesso viene messo in secondo piano è quello relazionale: chi fruisce contenuti editoriali si concentra solo sul risultato finale – un articolo, un video, un podcast – senza tenere conto che dietro tutto ciò esiste un lavoro che riguarda la ricerca di notizie, il dialogo con gli operatori del mercato di riferimento della testata, la scelta delle immagini e la selezione. L’articolo finale è solo la punta dell’iceberg di qualcosa di molto più grande. Insomma, bisogna saper scrivere, ma non è l’unico fattore di cui tenere conto quando si produce contenuti.

 

In maniera più generica, mettendo da parte per un momento il piano strettamente editoriale, qual è il vostro punto di forza nel marketing?

DailyMedia e DailyNet sono due testate specializzate sul mondo della comunicazione e del marketing, attive da diversi anni, la prima è nata nel 1992, la seconda dieci anni più tardi. La nostra offerta è pay e si rivolge a un target B2B estremamente qualificato. Il fatto di avere una conoscenza così approfondita di questa tipologia di professionisti – Ceo, Direttori Marketing, Uffici Comunicazione, Creativi, e molto altro – ci dà una visione complessiva degli operatori, funzionale alla realizzazione di eventi o di attività speciali. L’anno prossimo sarà un anno cruciale per lo sviluppo dell’azienda, specialmente in relazione alla digitalizzazione dell’offerta che fa capo al sito DailyOnline.it, un ulteriore trampolino per il nostro futuro, che cambierà anche le regole del marketing. Non posso aggiungere altro, Stay Tuned!

 

 Oltre agli strumenti di cui ci hai appena parlato, quali canali utilizzate,invece, per comunicare con il vostro target?

L’Email Marketing, forse la disciplina più “antica” per promuoversi su internet, è uno strumento di comunicazione molto utile, non solo per le aziende ma anche per un editore. Nel nostro caso ci permette di personalizzare le attività di contatto del target. Come noto, negli ultimi anni abbiamo assistito all’emergere di tantissime piattaforme social, dotate di strumenti sempre più evoluti a disposizione dei professionisti. Io – come altri della mia generazione – sono un fan di Facebook, per via della sua reach immensa. Ma anche Twitter, LinkedIn e Instagram risultano utilissimi, specialmente se connessi a determinati obiettivi. Per esempio su Twitter il pubblico è più ristretto, ma le notizie viaggiano in real time. Per quanto riguarda LinkedIn, su questo canale è presente un’audience professionale ed è quindi perfetto per chi è attivo nell’informazione B2B. Instagram rappresenta invece tutto il potere della comunicazione visuale: quando la piattaforma fornirà agli editori dei validi strumenti di monetizzazione, credo che tutti vi si lanceranno senza più remore. Il motivo? Le persone vi trascorrono il proprio tempo, specialmente quelle più giovani.

 

Avete un modo specifico per trasferire i vostri valori nel mondo digital?

Per noi è quasi una mission: come gruppo di riferimento nel mondo della comunicazione e del digital advertising il nostro obiettivo è promuovere la diffusione di notizie, ricerche, eventi, tendenze. Lo facciamo tutti i giorni con grande passione e la rapidità con cui il digitale si muove ci impone un continuo aggiornamento. Una sfida che abbiamo colto al volo e che ci spinge a fare sempre meglio, pur sapendo che purtroppo l’errore è una componente del giornalismo. Bisogna accettarlo e imparare a non ripeterlo!

 

Trovi che ci siano grandi differenze che contraddistinguono tra le nuove e le vecchie generazioni?

Il tema della velocità è l’elemento distintivo tra le generazioni. Il lavoro che in passato era compiuto da quattro persone ora viene gestito da una sola. La tecnologia, il digitale sono un supporto in questo contesto e ai miei collaboratori richiederei di agire in fretta, con uno schema mentale che è sicuramente diverso da quello di un cinquantenne. Sarà bello vedere quando saremo noi nei panni della generazione che ci ha preceduti, l’elemento differenziante sarà ancora la velocità?

 

Ci hai dato un quadro completissimio del tuo lavoro, grazie per il tempo che ci hai dedicato.

Vittoria

Studentessa di Linguaggi dei Media all'Università Cattolica di Milano. Passione per i libri, la scrittura, l'arte e il design unito a creatività, volontà di indipendenza ed emancipazione. Ogni tanto scrivo cosette se vi va di leggerle!