Intervista a Sara Broi: fondatrice e presidente di Rosadigitale

Intervista a Sara Broi: fondatrice e presidente di Rosadigitale

Sara BroiCiao Sara, ti puoi presentare? 
Ciao, certo, è un piacere !  prima di tutto vi ringrazio per questa preziosa intervista! Dunque… è sempre così difficile presentarmi perché ogni giorno ho sempre qualche bagaglio in più che mi porto dietro nel bene o nel male e nelle 24 ore di ogni giorno i fatti che accadono e che vivo mi modificano.
Siamo esseri in continuo mutamento . Ogni giorno abbiamo il potere di essere nuove persone.
Ora arrivo al punto anche se non so bene chi sono. È sempre una sorpresa scoprirmi giorno per giorno.
Sicuramente so che mi chiamo Sara Broi, ho 26 anni e abito in una meravigliosa isola, la Sardegna. Terra ricca di risorse e  non parlo solo del mare e dei monumenti. Bisogna abitarci per un po’, analizzarla e viverla nel profondo per scoprire che ogni giorno in ogni città sarda ci sono tante belle iniziative che si svolgono, e durante queste iniziative potete vederla mutare; può diventare in un secondo New York, tra 5 minuti Barcellona e in un’ora Parigi.
La Sardegna è una piccola isola, ma il suo essere è grande quanto un mondo, basta cercarlo questo mondo ed avere la forza di vedere la Vie en rose.
Io vivo in tanti mondi qui. Ho tante passioni che ogni giorno, si intrecciano tra di loro, mi costruiscono mattone per mattone, mi disfano e mi sostituiscono con dei mattoni nuovi. Queste passioni si chiamano arte, fatta di musica, cinema, teatro, tecnologia, danza, fotografia, disegno, voglia di vivere con alti e bassi, per i bassi c’e sempre la vie en rose e il basso e probabilmente mi sono dimenticata qualcosa!
Ci racconti dove lavori e cosa fai?
Lavoro ogni giorno con me stessa in diversi spazi scenici reali, surreali e virtuali e tra le tante cose sono la fondatrice e presidente di Rosadigitale, movimento nazionale per le pari opportunità di genere in ogni settore della tecnologia, ad esempio: la programmazione, il web e graphic design, il web marketing, la robotica, la fotografia digitale e tanto altro: http://rosadigitale.it/it/.
Cosa faccio?
Movimento. Cerco di far suonare i bassi, farli anche stridere un po’ nel loro piccolo per tramutarli in alti.
La fase musicale più importante si svolge ogni mese di Marzo, in occasione della giornata internazionale della donna, io con tutti i membri del movimento e tutti i partecipanti all’iniziativa creata da Rosadigitale suoniamo tutti assieme La
nostra vie en rose, chiamata “La settimana del Rosadigitale” (Rosadigitale Week per gli amici internazionali): https://rosadigitaleweek.com/, settimana di nome, ma che si estende per tutto il mese, in cui persone, associazioni, scuole e aziende italiane, europee ed estere organizzano autonomamente degli eventi tecnologici online e dal vivo, chiamati petali: workshop, conferenze, seminari e progetti come simbolo di pari opportunità di genere nel digitale, ma anche per ricordare le grandi donne che hanno contribuito e che stanno contribuendo con i loro preziosi acuti all’avanzamento tecnologico del mondo, mettendo in evidenza che la conquista è informazione, come recita il motto di Rosadigitale: “The conquest is information.”
A Marzo di quest’anno abbiamo raggiunto più di 1070 eventi. Chissà nel 2019 quanti bassi suoneranno
Quali sono i canali che hai usato per promuovere Rosadigitale? Quali sono quelli che si sono rivelati più efficaci?

Per promuovere Rosadigitale utilizzo Facebook, Twitter, Instagram, google plus, telegram e le e-mail.
I canali che si sono rivelati più efficaci sono la pagina e il gruppo Facebook di Rosadigitale e le e-mail.

Come hai usato la pagina e il gruppo Facebook per promuovere Rosadigitale?

Inizialmente scrivevo dei post abbastanza formali all’interno della pagina Facebook, quando ancora Rosadigitale non era conosciuto; volevo dimostrare la serietà e la professionalità del movimento e soprattutto che non è stato creato per gioco o con finalità di lucro. Il target che ha attirato Rosadigitale è prevalentemente composto da scuole e giustamente occorre fare molta attenzione perché un mondo complesso come l’istruzione ha bisogno di fiducia, certezza e concretezza e ciò pian piano e con pazienza si sta creando. Dopo aver raggiunto un bacino di utenza ho cambiato strategia utilizzando dei post informali, ma che hanno dimostrato comunque professionalità e serietà. Ci vuole pazienza, umiltà, passione, disponibilità e tanta energia per poter guidare una community. Nel linguaggio occorre essere chiari, semplici e immediati senza dare nulla per scontato. Nel gruppo Facebook generalmente mi pongo in una maniera ancora più informale e tra i membri c’è uno scambio di informazioni abbastanza colloquiale.

Quali sono i primi passi che hai fatto e che suggerisci per creare una community come il gruppo Facebook Rosadigitale?

Prima di aprire un gruppo Facebook è meglio già avere di base un buon numero di fan che seguono la pagina Facebook, un sito web o un blog e un logo semplice che identifichi la community, in modo da avere e da dimostrare in partenza una presentazione ordinata e professionale di quest’ultima. La community deve stabilire delle regole di “convivenza” tra membri che dovranno essere scritte in modo chiaro e semplice. Nelle informazioni del gruppo è fondamentale scrivere gli obiettivi e gli scopi della community e di cosa si occupa. È bene informare i membri con articoli, immagini ed eventi riguardanti gli argomenti trattati all’interno del gruppo per creare movimento e interesse.

Vittoria

Studentessa di Linguaggi dei Media all'Università Cattolica di Milano. Passione per i libri, la scrittura, l'arte e il design unito a creatività, volontà di indipendenza ed emancipazione. Ogni tanto scrivo cosette se vi va di leggerle!