Intervista a Paolo Peraro: co-founder di Hook

Ciao ti puoi presentare?

Sono Paolo Peraro, mi sono laureato in economia alla Bocconi negli anni in cui internet stava arrivando in sordina nel mondo delle aziende. Quella cosa lì mi piaceva molto, si capiva che avrebbe cambiato tutto e si cercava di capire come.
Subito dopo la laurea sono entrato in una piccola società di consulenza nord-europea specializzata nella creazione di simulazioni di business, immaginatevi SimCiy ma per le aziende.
Mi occupavo di progettare, customizzare, erogare progetti basati su tool digitali complessi ma in cui c’era una componente di interazione umana preponderante.
Ho lavorato lì per una decina d’anni, ma alla velocità a cui andavamo mi è sembrata un’esperienza di venti. Ho vissuto i primi anni magici della start-up fino a quelli del consolidamento.
Ho imparato moltissimo, è stata una palestra di imprenditorialità.
E difatti dopo quell’esperienza insieme a un paio di soci ho fondato Hook, un’agenzia specializzata nel design di esperienze che stimolano il cambiamento, ispirate a tecniche di nudging.
Questo si traduce in progetti sull’apprendimento, sulla comunicazione, su processi e strumenti. 
Ora siamo una dozzina di persone e il mio lavoro è variegato: da una parte si tratta di fare le cose che servono per mandare avanti un’azienda (evito di citarle per non disincentivare l’imprenditoria giovanile) e dall’altra c’è la parte divertente, ovvero il lavoro sui brief dei clienti e la relativa direzione creativa e progettuale.
Per il resto faccio poi lo speaker in conferenze o convention aziendali dove mi invitano per chiacchierare di scenari e innovazione.

Che cosa trovi stimolante in ciò che fai?

Un grande motivo di stimolo è che nel nostro lavoro gli stimoli si possono trovare ovunque.
In un progetto possiamo inserire un’ispirazione che ci è venuta da un film, ad una mostra, durante un viaggio o davanti a un videogioco. L’aspetto critico è che non si riesce a spegnere completamente il cervello, è tutto molto liquido; ma è una criticità che non mi pesa molto.

Quali sono le maggiori sfide che ti trovi ad affrontare?

I nostri progetti inglobano elementi di business, di psicologia comportamentale, di tecnologia, di scenario, di design. Questo ci costringe a stare costantemente aggiornati su fronti diversi, il che è una gran fatica.
La stessa fatica derivante alla multidisciplinarietà la trovi nel quotidiano, magari stai lavorano ad una attività prettamente creativa e arriva la telefonata di un cliente per negoziare un budget, obbligandoti a virare su un mindset completamente analitico.

C’è un progetto / lavoro di cui vai particolarmente fiero e che ti ha dato tante soddisfazioni?

Se dovessi rispondere in generale citerei i progetti in cui il comportamento degli utenti finali è stato esattamente quello che avevamo previsto. E’ una goduria.
Allo stesso modo mi piacciono le soluzioni che non vanno spiegate, quelle che appena viste sono subito capite e adottate.
Un progetto specifico a cui sono molto affezionato è un ARG (alternate reality game) fatto il primo anno di vita di Hook per un grande gruppo bancario; è durato un anno e abbiamo avuto la possibilità di progettare on-going in base alle reazioni degli utenti.

La nostra community è molto attiva e ha sempre voglia di imparare, che consiglio gli vuoi dare?

Andrei sul classico, con uno dei consigli da nonna (insieme a mangia e copriti): Studia!
Argomento meglio: il consiglio è di prepararsi sull’argomento su cui si è chiamati a lavorare, anche più del dovuto.
Se ad esempio sei un grafico e devi lavorare al logo di un brand di penne devi sapere tutto sulle penne: come sono fatte, che forma avevano le prime penne, quante penne ci sono nel modo, come sono usate dai clienti. Prendetevi del tempo per studiare e approfondire anche dettagli che sembrano inutili; può sembrare uno sforzo superfluo rispetto al proprio compito ma l’investimento di tempo si ripagherà con la qualità del vostro output, anche se non ve ne accorgerete. 

 

Andrea Zangiacomi

Andrea Zangiacomi

Duing CEO: apporta al team un forte spirito imprenditoriale e un solido background di Project Management con un focus particolare sul mondo del Digital e dell’Innovation. Dopo un Master Degree alla RUG Groningen University in Marketing management, ha successivamente lavorato in aziende come Philips e Unilever come Marketing Digital Project Manager. In queste posizione ha accumulato esperienza in strategie di sviluppo e di marketing nonché di Leadership applicata in contesti complessi. In particolare, presso Unilever ha coordinato il lancio di diverse campagne di comunicazione e nello specifico ha curato la creazione e il conseguente lancio di un chatbot per il brand Knorr.