Open innovation: il nettare degli Dei del XXI secolo

Open innovation: il nettare degli Dei del XXI secolo

Siamo consapevoli di vivere all’interno di un secolo continuamente sottoposto al cambiamento: siamo tutti globalmente connessi e la tecnologia e l’innovazione fanno da guida al continuo mutamento degli scenari d’impresa.

È in questo contesto che si colloca l’approccio dell’ <open innovation>, teorizzato per la prima volta dall’economista statunitense Henry Chesbrough nel saggio “The era of open innovation” del 2003.

Ma perché questo modello sembra essere la soluzione vincente del XXI secolo?

Come dicevamo, il suo fondatore, Chesbrough parla di <open innovation> (innovazione aperta) in contrapposizione al paradigma precedente della <closed innovation>(innovazione chiusa) secondo cui l’innovazione è sviluppata all’interno dell’impresa in modo indipendente ed autonomo senza contatti con l’esterno.

Sostanzialmente, secondo il modello precedente il processo di innovazione ha luogo esclusivamente all’interno dell’azienda in cui l‘aprirsi agli scenari esterni è impossibile a causa dei confini tracciati tra azienda e ambiente esterno.

Tra le caratteristiche utili a definire l’innovazione chiusa troviamo:

  1. Le aziende investono ingenti somme di denaro per ricerche e sviluppi interni ad esse
  2. I dipartimenti di ricerca e sviluppo forniscono invenzioni tecnologiche significative che portano a prodotti e soluzioni innovative
  3. Come risultato, il processo è caratterizzato da un sistema chiuso con confini definiti

Nel momento in cui, però, ci si accorge che i risultati provenienti dai ricercatori interni all’azienda non sono sufficienti e che questi costituiscono solo una piccola parte della ‘conoscenza’ che potrebbe provenire dall’esterno, allora si decide di adottare il paradigma dell’innovazione aperta.

Quest’ultima fa riferimento alla tendenza di aprirsi ai processi di innovazione che stanno oltre i confini aziendali in modo da aumentare il proprio potenziale innovativo attraverso un uso strategico di ciò che proviene dall’ambiente esterno.

Principalmente le idee su cui si basano le aziende derivano da startup, università, centri di ricerca, fornitori e consulenti per accelerare il processo di innovazione interno.

Le idee provenienti dall’esterno, però, non vengono del tutto sostituite da quelle esterne: l’abilità sta nel riuscire ad integrare le innovazioni disponibili con il modello di  business già esistente all’interno dell’impresa.

 

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