Unilever è tra le multinazionali sostenitrici dell’open innovation

Tra le aziende in gioco per sviluppare progetti indirizzati all’open innovation troviamo anche Unilever, multinazionale olandese-britannica includente 400 marchi tra i più diffusi nel campo dell’alimentazione, bevande, prodotti per l’igiene e per la casa.

Nel sito ufficiale della multinazionale si legge che l’azienda “si immagina un futuro migliore sia per il mondo che per il business” e, per questi motivi, Unilever è in cerca di partner che condividano con loro questo tipo di scenari futuri.

Le strutture di ricerca mondiali dell’azienda, infatti, stanno facendo passi da gigante in modo che Unilever possa continuamente essere all’avanguardia nello sviluppo del prodotto. Questo è il motivo per cui la multinazionale è costantemente alla ricerca di nuovi modi per lavorare con potenziali partner attraverso l’open innovation.

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Unilever è tra le multinazionali ad aver creduto a lungo (e a credere tutt’ora) che l’open innovation sia la chiave per differenziarsi in un mondo ricco di competitors. Il percorso dell’azienda verso l’OI è iniziato a partire da ricerca e sviluppo: ci si era accorti che non tutte le idee significative potevano provenire dall’interno dell’azienda, per questo motivo ci si dirige verso l’esterno in cerca di nuove collaborazioni.

Negli ultimi anni Unilever ha ampliato la sua definizione di open innovation per includere il supporto di startup operanti in ambito tecnologico (in particolar modo nei settori di tecnologia aziendale e marketing digitale) che potrebbero diventare risorse preziose.  È questo l’obiettivo a medio termine che l’azienda si è posta.

Nel maggio 2014, infatti, è stato lanciato The Foundry in modo da collaborare con startup innovative che permettano di “pilotare le nuove tecnologie in modo efficiente, efficace e rapido”. Per le startup, invece, il vantaggio deriva dal fatto di poter usufruire di marketing mentorship e ricompense finanziarie.

Le altre iniziative attuate e rivolte all’esterno riguardano: il progetto Unilever Startup Program, in cui startup con diversi livelli di maturità lavorano su brief definiti dall’azienda, cercando di arrivare a soluzioni di business rilevanti.

Un altro progetto si concentra sull’utilizzo di piattaforme di crowdsourcing per la raccolta di idee e di stimoli in modo da confrontare sia le competenze provenienti dall’ interno che quelle provenienti dall’esterno, accelerando il processo di innovazione. Altro  progetto innovativo è il Talent Swap  in cui vengono scambiati talenti con altre organizzazioni all’avanguardia nel mondo dell’innovazione.

Tra le ultime iniziative dell’azienda troviamo l’organizzazione del Digital Hackathon in collaborazione con Accenture. Qui, contemporaneamente a Roma, Milano e Caserta, gli studenti si sono confrontati su temi riguardanti l’intelligenza artificiale, la realtà aumentata, l’influencing marketing e l’e-commerce con un focus particolare sulla sostenibilità.

“Con l’Unilever Digital Hackathon abbiamo dato avvio alla rivoluzione digitale della nostra azienda, al fine di innovare il business per un futuro sostenibile attraverso il contributo imprescindibile dei giovani. L’hackathon ha messo in connessione per 24 ore il nostro Paese, dando vita ad un grande laboratorio di idee che ha coinvolto centinaia di Millennials appassionati di digitale e business sostenibile” ha  sostenuto Fulvio Guarneri, Presidente e CEO di Unilever Italia.

Vittoria

Vittoria

Studentessa di Linguaggi dei Media all'Università Cattolica di Milano, aspirante copyrighter. Passione per i libri, la scrittura, l'arte e il design unito a creatività, volontà di indipendenza.