CITIES CHALLENGE : IL CONTEST CHE PREMIA LE CITTÀ ORIENTATE ALL’IMPRENDITORIALITÀ

CITIES CHALLENGE : IL CONTEST CHE PREMIA LE CITTÀ ORIENTATE ALL’IMPRENDITORIALITÀ

A cercare idee innovative non sono solo le aziende, ma anche  le città, perennemente alla ricerca di soluzioni per rinnovare il contesto urbano.A gennaio, infatti, è stato lanciato da Meta Group, una società di consulenza, un contest che prevedeva la premiazioni delle città italiane nate in un contesto che sia in grado di offrire uno sviluppo fiorente di imprese e startup.

La “Cities Challenge Italy”, giunta alla sua terza edizione, permette di partecipare ai comuni compresi tra i 50mila e i 250mila abitanti e che sono stati chiamati a rispondere con le proprie proposte entro il 28 febbraio 2019. La conferma da parte degli organizzatori verso i sindaci dei comuni partecipanti è arrivata, invece, l’8 marzo a cui ha fatto seguito la selezione delle città finaliste da parte di una giuria.

“L’obiettivo della sfida è quello di stimolare le città ad orientarsi verso l’imprenditorialità, favorendo la creazione ed attuazione di azioni capaci di creare valore per la città”. Sul sito ufficiale del contest le votazioni sono durate dal 15 al 29 marzo in cui, chiunque, registrandosi, ha potuto valutare la portata delle proposte.

Le 12 città finaliste scelte sono: Cava De Tirreni, Cinisello Balsamo, Crotone, Cuneo, Fano, Ferrara, Novara, Prato, Reggio Emilia, Sesto San Giovanni, Terni e Trieste. Queste città dovranno presentarsi a Roma il 5 aprile per il “pitch day” in cui, con una presentazione di 5 minuti, dovranno presentare  “la propria storia, gli investimenti fatti e la capacità di collaborare con i vari stakeholder del territorio”.

L’ultimo appuntamento della challenge si terrà dal 15 al 18 aprile a Barhain dove, durante il Global Entrepreneurship Congress, verrà annunciata la città vincitrice di questa edizione.

La fondatrice di Challenge Cities, Anna Amati, racconta che la scelta di far partecipare città medio-piccole è dovuta al fatto di voler esaltare “l’originalità e l’unicità” della nostra penisola. Inoltre Amati aggiunge che “è l’innovazione diffusa che deve superare la fragilità e la mancanza di un ecosistema capace di riconoscere e  valorizzare l’eccellenza. […]. L’innovazione che ha bisogno di essere scoperta e collegata ai network e agli hub nazionali e internazionali. L’innovazione presente nelle città piccole e medie: città che paradossalmente, nonostante la rivoluzione digitale in corso, sono sempre più periferiche ed emarginate dalla globalizzazione”.

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